V. 28 N. 1 (2025)
Articoli

Scrivere in carcere fra Tre e Quattrocento: un’inedita lettera dalle Stinche

Camilla Russo
Università di Trento

Pubblicato 2025-12-19

Parole chiave

  • letteratura carceraria,
  • Stinche,
  • Iacopo del Pecora da Montepulciano,
  • miscellanee retoriche

Abstract

Il saggio dà notizia di un’inedita lettera anonima scritta alle Stinche di Firenze, tramandata in due raccolte di prose fiorentine (mss. Ricc. 1200 e Magl.VIII.1440) di interesse retorico-civile. Attraverso un’analisi interna, riscontrata con la documentazione archivistica, ne viene argomentata l’attribuzione al poeta Iacopo del Pecora da Montepulciano; viene fissato inoltre al 1398 il terminus ad quem per la sua composizione. La lettera costituisce un’ulteriore testimonianza di una pratica, quella della scrittura in carcere, finora poco indagata nella nostra storia letteraria. Sembra inoltre possibile che la sua immissione in due zibaldoni di studio vada ricondotta al suo valore esemplare, ricollegandosi a una tradizione retorica che trovò alle Stinche uno dei suoi centri di produzione.